Archive for the 'letture' Category

“SIAMO NATI PER EMOZIONARCI”

E.Hopper
(E.Hopper)

“Siamo nati per emozionarci” anche la scienza ce lo dice…
Le emozioni, ci accompagnano silenziosamente, altre volte, negate o rinnegate, urlano per farsi sentire.
Se solo potessimo fidarci di più, il nostro tempo sarebbe più ricco, le nostre scelte più complete, la nostra solitudine meno spaventosa, le nostre relazioni più autentiche, la nostra normalità meno noiosa.

http://www.iodonna.it/personaggi/interviste-gallery/2015/12/18/vittorio-gallese-lo-studioso-dei-neuroni-specchio-siamo-nati-per-emozionarci/

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Mancarsi

mancarsi

 

“Mancarsi” è un libro che ti tocca e puoi scegliere fino a che punto ti appartenga fino in fondo. Colpisce per la schiettezza e la capacità dell’autore di porre il focus su ciò che non ti aspetti.

Stupisce perché arriva subito al dunque. Poi, per confermare distrattamente  l’essenziale, narra di due anime mancanti che anelano ad incontrarsi senza conoscersi, spinte dalla certezza che sapranno riconoscersi, ritrovandosi l’una negli occhi dell’altra.

[… La qualità etiche ed anche quelle estetiche non c’entrano poi molto con i legami che si stringono per anni, le case, i figli, tutti gli investimenti collaterali (non c’entrano neanche con le separazioni in fondo) e quando ce lo domandiamo (ma tu perché mi ami?) e stiamo a sentire la risposta, rimaniamo per forza un pò delusi, quasi vorremmo replicare: “Dai che puoi fare di meglio, dimmi chi sono”, perché non è di semplici complimenti, per quanto sinceri che in quel momento andiamo alla ricerca ma di qualcosa di più intimamente effimero che ci descriva nell’immaginazione dell’altro.

Vogliamo che la persona che amiamo ci dica di essersi innamorata di noi, perché un giorno senza neanche pensarci, l’abbiamo toccata in un punto in cui non sapeva di essere sensibile, come certe carezze che arrivano molto in fondo per conto loro.

“Ti amo perché ti gratti il polso in quel modo tutto tuo”, questo vorremmo sentire piuttosto che: “Ti amo perché sei generoso e affidabile”.

C’innamoriamo di minuzie, di riflessi in cui vediamo l’altra persona come pensiamo che nessuno l’abbia mai vista e mai la potrà vedere e custodiamo questi attimi di unicità in forma di immagine, anche se negli anni sbiadisce; ma è a quell’immagine che chiediamo aiuto quando il nostro sentimento vacilla e dubitiamo di amare, allora la richiamiamo, e ci basta (quando ancora l’immagine è viva) ritrovare quel modo di bere a canna, tenendo la bottiglia distante dalle labbra, perché l’amore torni ad insinuarsi e si riaccenda, rimettendo a posto le cose, disponendole intorno a noi nell’ordine rassicurante in cui ci siamo abituati a vivere, e ci lasci dove siamo, reprimendo di schianto i progetti di fuga a cui avevamo già cominciato a lavorare.] (Diego De Silva)

Questo, il senso più concreto dei legami fatto di immagini custodite gelosamente dentro di sé.


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