Archive for the 'Uncategorized' Category

“SIAMO NATI PER EMOZIONARCI”

E.Hopper
(E.Hopper)

“Siamo nati per emozionarci” anche la scienza ce lo dice…
Le emozioni, ci accompagnano silenziosamente, altre volte, negate o rinnegate, urlano per farsi sentire.
Se solo potessimo fidarci di più, il nostro tempo sarebbe più ricco, le nostre scelte più complete, la nostra solitudine meno spaventosa, le nostre relazioni più autentiche, la nostra normalità meno noiosa.

http://www.iodonna.it/personaggi/interviste-gallery/2015/12/18/vittorio-gallese-lo-studioso-dei-neuroni-specchio-siamo-nati-per-emozionarci/

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Famiglie al centro

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Una casa per le famiglie all’eur è un centro per le famiglie, dove l’energia, l’entusiasmo, l’accoglienza, le competenze non possono che coinvolgere le famiglie, facilitando processi di cambiamento.
“Una casa per le famiglie” apre le proprie porte a chi vorrà esserci.
Una settimana dedicata alle famiglie con numerose, creative, occasioni di incontro!!

IMG_2289 (Alice/ Bansky)

A te, che leggi queste poche parole, ti avvicini timidamente al Natale sentendo il peso di una mancata presenza a te stesso, felice ma non proprio.
Forse arrabbiato con qualcuno che deludendoti, non ha saputo sceglierti tra tanti, o disorientato perché qualcuno è andato via, non potendo scegliere di restare, o forse sei solo, pur essendo tra tanti che, intorno a te appaiono sfocati nei contorni di una quotidianità fatta di distanze e assenze.
Con fiducia puoi regalarti presenza, ripartire da te, investire in te e garantirti il dono più importante qui, ora.
A chi puó darsi opportunità. Ai miei clienti, ai miei utenti, grazie.

Aver cura di te

IMG_1588Nella vita, si può accompagnare un figlio con attenzione a premura, nonostante i limiti, nonostante la morte. Gesti semplici che segnano il tempo, comunicano presenza, rassicurano, offrono opportunità.
Questa storia ne è la commovente testimonianza.

http://www.corriere.it/caffe-gramellini/17_settembre_29/avro-cura-te-9fab7dea-a554-11e7-ac7b-c4dea2ad0535_amp.html

Uno spaccato di vita familiare: le liti e i bisogni dei figli

“Anche libero va bene” il film

  • “Anche libero va bene”, film

 

Non si può rimanere indifferenti di fronte agli occhi sgranati di un bambino che osserva basito, rassegnato e impotente, le liti, le accuse, le ingiurie di un genitore contro l’altro.

Non si può rimanere indifferenti di fronte al silenzio di un figlio che vede il proprio genitore arrendersi alle proprie fragilità. Lentamente, rischia di morire la sua fiducia, le sue speranze, la sicurezza, nei confronti degli altri e di se stesso.

Ci sono momenti in cui la famiglia attraversa una crisi… con i suoi errori, i suoi tentativi di ricucire strappi, le sue umanità disperate, i suoi vuoti incolmabili e i suoi sentimenti, intensi, incontrollabili.

Questa scena tratta dal film “Anche libero va bene” (2006) diretto da Kim Rossi Stuart, descrive uno spaccato di vita familiare, in cui divampa il conflitto. Racconta di come “gli adulti rischiano di commettere errori molto più grandi e gravi di quanto non facciano i cosiddetti piccoli”, (Kim Rossi Stuart, 2006) esponendo i figli ad una precoce assunzione di responsabilità.

Tommi ha undici anni e vive a Roma con la sorella Viola, poco più grande di lui, e il padre Renato. Nonostante l’assenza di una figura materna, i tre riescono a tirare avanti superando difficoltà di vario genere. Il ritorno improvviso di Stefania, la madre, che scopriamo più volte aver abbandonato la famiglia, riapre laceranti conflitti e antiche ferite. Tommi, che ha sedimentato una forte diffidenza nei suoi confronti, le resiste, mentre, contemporaneamente, vede sgretolarsi l’immagine mitica del padre, tramutandosi in quella di un uomo, con le sue fragilità.

A volte nelle separazioni conflittuali, anche altri bambini come Tommi, assistono impotenti, al crollo delle proprie certezze, spesso soffrendo in silenzio. Sperano di essere visti e protetti nonostante tutto, nella speranza di una rinnovata serenità.

“Perché non tornate insieme?”

“Ho paura di rimanere solo”

“Ho sempre mal di pancia”

“Non voglio cambiare casa”

“Come sarà il mio futuro?”

“Perché litigano sempre?”

“Cosa penseranno di me le maestre e i miei amici?”

Sono solo alcune delle tante domande, che occupano la mente dei figli, mentre fanno i conti con una obbligata perdita di serenità; possono vivere emozioni particolarmente intense nel silenzio della propria solitudine (tristezza, angoscia, confusione, rabbia, timore, paura, confusione) all’ ombra di un conflitto che annulla ogni possibilità di essere visti, riconosciuti, accolti.

I figli hanno bisogno di essere ascoltati, di essere informati, di essere rassicurati. Ma soprattutto, hanno bisogno di continuare ad accedere ai due genitori e alle relative famiglie d’origine. Per i bambini è importante poter “mettere parola” (F. Dolto,1985) sull’ esperienza vissuta; poter condividere con gli altri ciò che vivono e ciò che pensano della vicenda del divorzio dei propri genitori alla ricerca di strategie buone per vivere questa transizione familiare complessa (Scabini & Cigoli, 2000; 2012).

E’ dunque importante per loro, poter recuperare e/o rafforzare quel sentimento di appartenenza al nucleo familiare e alle stirpi paterna e materna, che può essere compromesso per la crisi della coppia (Tamanza & Marzotto, 2010).

Anche durante le crisi familiari, come la separazione o l’allontanamento di un genitore, è importante continuare a garantire una comunicazione centrata sul bambino usando alcune piccole ma importanti attenzioni:

  • rassicurare i bambini che entrambi i genitori continuano a volergli bene;
  • spiegare loro, quello che sta accadendo e parlare di quello che si prova;
  • adattare la comunicazione all’ età dei bambini;
  • essere consapevoli del proprio linguaggio non verbale;
  • utilizzare una comunicazione il più possibile breve e mirata;
  • Incoraggiare i bambini a fare domande ed essere disponibili ad accogliere i loro interrogativi anche in momenti successivi.

Come genitori, come professionisti della relazione d’aiuto, abbiamo la responsabilità di  continuare a focalizzarci sui bisogni dei figli in crescita.

Nonostante le crisi personali e relazionali, si può continuare a sostenere la loro fiducia, ponendosi come riferimenti sicuri a cui affidarsi.

 

A te auguro:

A te auguro un amico sincero.
Un abbraccio per ogni dispiacere.
Un sorriso per ogni lacrima.
Il sollievo ad ogni dolore.
Un sogno per ogni delusione
e momenti di consolazione.
Di sapere combattere con dignità.
Di non arrenderti alla prima avversità.
Di trovare nel buio della vita
una luce accesa.
Di saper ascoltare oltre al “sentire”
Di saper guardare oltre al “vedere”
Di trovare nella disperazione
la forza di continuare.
Stringendo i denti voltando pagina,
il coraggio di volare.
Ti auguro di saper cogliere
le piccole cose
di saperle vivere
di farlo intensamente.

Silvana StremizIMG_0609.JPG

Una nuova prospettiva per prevenire e affrontare il malessere relazionale

PER FAMIGLIE E COPPIE

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La Video Intervention Therapy

Dottoressa Valeria Papa
Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta VIT

Nella quotidianità familiare, ii problemi da gestire, più o meno grandi, possono essere molteplici. Figli che non collaborano in casa, che rifiutano di fare i compiti, che non vogliono mangiare o dormire, fratelli che litigano e molto altro.
Spesso il genitore può prevedere quello che accadrà con suo figlio o tra i suoi bambini, sa già quali saranno le situazioni che porteranno al conflitto ma non trova soluzioni efficaci per cambiarle. Altre volte invece le trova con grande soddisfazione.
Difatti, ci sono delle sequenze nella relazione che si ripetono, ma solo alcune cementano la sicurezza personale, altre sequenze la minano.
Con la VIT i genitori vedono con l’aiuto del terapeuta ciò che accade tra di loro, tra loro e i loro figli, tra i bambini stessi, in modo più chiaro.
La Video Intervention Therapy- VIT è particolarmente indicata nella terapia familiare perché attraverso l’osservazione della relazione (i filmati si possono girare nel contesto di vita abituale), permette di cogliere sfumature nel comportamento, che non emergerebbero altrimenti così chiaramente.
Osservare insieme l’interazione fa sì che il genitore possa avere una prospettiva più completa. Appaiono chiaramente le RISORSE e le COMPETENZE di ciascuno, le capacità già presenti da far crescere e le abilità che possono essere sviluppate ulteriormente.
Con l’aiuto del terapeuta, i genitori comprendono come realizzare cambiamenti nella PRATICA quotidiana.
La VIT ha il pregio di essere una terapia particolarmente efficace perché permette ai genitori o ai coniugi di acquisire consapevolezza riguardo a quei comportamenti specifici che innescano una “reazione a catena” che conduce ai principali nodi problematici della relazione.
Il filmato si rivede poi insieme al terapeuta che aiuta le persone a individuare le interazioni ben funzionanti e quelle critiche, sostenendole nel superare le difficoltà.
La VIT è utilizzabile in tutti gli ambiti in cui è protagonista la relazione, sia per prevenire che per affrontare efficacemente il malessere relazionale.
Si usa molto bene anche per la terapia di coppia per cogliere aspetti meno evidenti della comunicazione che generano incomprensioni o conflitti.
Infatti l’oggetto della VIT non è la psicopatologia del singolo ma le micro comunicazioni verbali e non verbali TRA le persone.

N.B. Tutti i filmati sono protetti da segreto professionale

Dottoressa Valeria Papa
Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta VIT
Via Boezi 73, Roma (zona Infernetto)
Riceve su appuntamento 3932281924


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