Abulia: uno dei sintomi della depressione che consiste nell’incapacità di prendere decisioni in maniera autonoma, di imporre i propri desideri, di intraprendere qualsiasi iniziativa.

Affetto: esprime ogni sfumatura dal piacere al dolore che riguarda l’affettività. Gli affetti penetrano nell’sperienza sensibile sotto forma di sentimenti vitali, umore ed emozioni (H. Ey). Può essere talvolta impiegato come sinonimo di emozione, stato danimo, emozionalità, sentimento, inclinazione sentimentale.

Agorafobia: disturbo d’ansia che consiste nella paura eccessiva (non realistica) della folla e degli spazi aperti, come piazze o strade, che spinge la persona ad evitare la situazione fobica, la quale spesso evita di uscire di casa salvo necessità. Spesso si associa al disturbo da attacchi di panico.

Anoressia: disturbo del comportamento alimentare che provoca avversione patologica verso il cibo, perdita totale o parziale dell’appetito; si riferisce al rifiuto del cibo per paura di acquistare peso, dovuta a conflitti emotivi.

Angoscia: emozione violenta e sgradevole di paura senza un oggetto specifico, accompagnata da sintomi corporei come: mancanza d’aria, tachicardia, sudorazione, tremori, ecc., sintomi da “attacco di panico”.

Annullamento: meccanismo di difesa in cui il soggetto affronta i conflitti emozionali o i fattori stressanti utilizzando parole o comportamenti che hanno lo scopo di rendere sminuire lesistenza di pensieri, sentimenti o azioni inaccettabili.

Ansia: stato di apprensione sgradevole per qualcosa di negativo, non ben definito, che dovrà accadere; è un segnale d’allarme che può insorgere anche quando si teme una crisi d’angoscia, anticipandola, comunemente definita “paura della paura”. L’ansia diviene un disturbo quando interferisce con lo svolgimento delle normali attività lavorative, scolastiche, sociali.

Antidepressivi: psicofarmaci che agiscono sul tono dell’umore, innalzandolo,  impiegati soprattutto nel trattamento della depressione.

Antipsicotici: psicofarmaci, noti anche come neurolettici, con la funzione di tranquillizzare la persona che soffre di disturbi psicotici senza alterare la coscienza.

Archetipo (psicologia analitica di Jung): “immagini primordiali”, rappresentazioni comuni a tutti i popoli primitivi e civilizzati. Si tratta di un insieme di simboli  come, per esempio, quello che mette in rapporto l’acqua con la madre o il vento con il pensiero. Essi sono trasmessi attraverso i meccanismi biologici dell’ereditarietà e sono quelle “categorie ereditate” che, secondo Jung, costituiscono l’inconscio collettivo.

Attaccamento: concetto valorizzato soprattutto da John Bowlby, secondo cui il bambino è geneticamente predisposto a ricercare e mantenere la vicinanza con persone che lo accudiscono ed in particolare con la propria madre. Nei bambini, il secondo semestre del primo anno di vita è ritenuto il periodo “sensibile” per lo stabilirsi di un buon legame di attaccamento.

Attacchi di panico: disturbo psicologico caratterizzato da attacchi di paura o terrore improvvisi associati a sentimenti di catastrofe imminente, accompagnati da sintomi come soffocamento, vertigini, sudorazione, spasmi muscolari, tremore e tachicardia.

Autoconsapevolezza: presa di coscienza delle proprie caratteristiche di pensiero, emozioni, relazioni, dei propri limiti e delle proprie risorse.

Autoefficacia (senso di): convinzione della propria capacità di agire e di raggiungere un certo livello di prestazione che influenza il modo in cui la persona pensa, trova delle motivazioni personali e agisce. La persona con un senso di autoefficacia alto ha un pensiero tendenzialmente positivo, è motivata, sceglie obiettivi elevati e ottiene risultati più soddisfacenti di chi ha un senso di autoefficacia basso e percepisce negativamente le proprie possibilità.

Autorealizzazione: termine utilizzato da Abraham Maslow per indicare il bisogno di realizzare il proprio potenziale umano, condizione ragiungibile a patto che siano soddisfatti i più elementari bisogni fisiologici, di sicurezza, di amore-affiliazione e di stima.

Autostima: valutazione che una persona dà di se stessa, che dipende da come essa si percepisce in rapporto agli altri e alle proprie capacità. Una persona che ha una bassa autostima, per esempio, tende a svalutarsi continuamente.

Bisogno: una necessità primaria dell’organismo che si avverte attraverso stati di tensione che l’organismo ha necessità di risolvere; esistono indipendentemente dagli oggetti del proprio campo di esperienza.

Bulimia nervosa: disturbo che si manifesta con costanti abbuffate caratterizzate sia dal mangiare una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo in circostanze simili, sia dalla sensazione di perdere il controllo durante l’episodio. I bulimici possono compensare questa mancanza di controllo per prevenire l’aumento di peso, con vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi, digiuno o esercizio fisico eccessivo.

Catarsi: fenomeno di scarica emozionale che comporta la liberazione di un’emozione alla base di tensioni psichiche e ansia, ottenuta grazie al recupero di pensieri e ricordi.

Cleptomania: disturbo del controllo degli impulsi che consiste nel rubare oggetti che non servono per uso personale o per fini lucrativi. L’azione che procura piacere è preceduta da un sentimento di tensione crescente o di eccitazione affettiva.

Complesso di Edipo (edipico): concetto sviluppato da S. Freud per spiegare l’attrazione sessuale che il bambino, attorno ai cinque anni, prova per il genitore del sesso opposto; il genitore dello stesso sesso viene percepito, in questa situazione, come un rivale. Il superamento dell’attrazione edipica avviene attraverso l’identificazione del bambino con il genitore del proprio sesso, quello stesso che veniva percepito come rivale. Si tratta di un atteggiamento ambivalente di desiderio di morte e sostituzione nei confronti del genitore dello stesso sesso e di desiderio di possesso esclusivo nei confronti del genitore di sesso opposto.

Condizionamento: processo attraverso il quale si realizza l’associazione di uno stimolo neutro (incondizionato) ad uno artificiale (condizionato). Per esempio: il suono di un campanello (stimolo neutro) che provoca l’aumento della salivazione in un cane quando viene associato alla presenza del cibo (stimolo condizionato). A questo punto il suono del campanello non è più neutro ma diventa a sua volta uno stimolo condizionato (Esperimento di Ivan Pavlov).

Conscio: indica tutto ciò di cui una persona è consapevole: ricordi, desideri, sentimenti.

Delirio: stato di alterazione e confusione mentale, con agitazione motoria e allucinazioni. Si usa anche per riferirsi ad uno stato di profondo turbamento mentale.

Depressione: disturbo psicologico caratterizzato da diminuzione del tono dell’umore, a cui possono accompagnarsi deficit dell’attenzione e della concentrazione, incapacità di provare piacere, sensazione di vuoto interiore, autosvalutazione, insonnia, disturbi alimentari, mancanza di motivazione, stanchezza estrema ed immotivata.

Disturbo bipolare: disturbo caratterizzato da un’alternanza di fasi depressive e maniacali. La fase maniacale è caratterizzata da intensa euforia accompagnata da irritabilità, iperattività, scarsa capacità di attenzione, creazione di piani grandiosi e inattuabili.

Emozione: reazione affettiva intensa e di breve durata determinata da uno stimolo ambientale che provoca una modificazione a livello corporeo e mentale; si distinguono diverse emozioni come paura, rabbia, tristezza, felicità ecc.

Empatia: capacità di intuire e comprendere profondamente emozioni, sentimenti e significati appartenenti ad unaltra persona come se fossero i propri, senza giudicarli. E un contatto emotivo diretto tra due persone che porta a vivere una sintonia profonda.

Es (psicoanalisi): termine introdotto da Sigmund Freud che indica la componente più istintiva, primitiva e irrazionale della mente, legata al corpo, agli istinti e alle pulsioni.

Fobia: paura molto forte e irrazionale verso un determinato oggetto o situazione,  che può limitare le normali attività dell’individuo.

Frustrazione: stato psicologico che si verifica quando un ostacolo blocca il conseguimento di un fine perseguito; si riferisce ad una mancata gratificazione di un desiderio, o un  impedimento alla soddisfazione di un bisogno.

Idealizzazione: meccanismo di difesa mediante il quale la persona costruisce immagini del Sé, di oggetti ed eventi esterni irrealistiche, totalmente positive e onnipotenti; ha la funzione di proteggere dal mondo esterno considerato minaccioso e di accrescere la propria sicurezza interna.

Inconscio: insieme di quegli aspetti della mente che sfuggono alla coscienza, (pensieri, fantasie, desideri, idee) ma che influenzano il comportamento e le attività di una persona. È costituito, secondo Freud, da tutto ciò che non fa parte della coscienza, in quanto tale, è distinto dal conscio e dal preconscio; questultima area è costituita da ciò che è inconscio, ma che può senza alcun ostacolo passare alla coscienza, l’inconscio propriamente detto, è il rimosso (vedi rimozione). La distinzione tra inconscio, preconscio e conscio non coincide con quella tra Es, lo e Super-io perchè anche alcune aree dell’io e del Super-io fanno parte, insieme con lEs, dellinconscio.

Inconscio collettivo: è costituito, secondo Jung, dagli archetipi (vedi), cioè da quelle immagini simboliche comuni a tutta l’umanità, primitiva e civilizzata. È la sorgente dell’energia psichica, che la civiltà tende ad occultare e che deve essere riscoperta mediante lanalisi terapeutica.

Insight: capacità di comprendere le origini e i significati inconsci dei propri sintomi e del proprio comportamento.

Io (psiconalisi): ciò che costituisce la personalità, l’individualità dell’essere umano. Secondo la teoria psicoanalitica, l’Io è linsieme delle motivazioni e delle azioni di un individuo che caratterizzano il suo adattamento alla realtà, soddisfano i bisogni e risolvono i conflitti dovuti a desideri incompatibili tra loro. Una delle componenti del modello freudiano della mente, con l’Es ed il Super-io (vedi); è rivolto verso il mondo esterno e svolge la funzione di mediazione tra la realtà e l’Es.

Ipnosi: modificazione temporanea dello stato di coscienza allinterno del quale sono possibili alcuni cambiamenti, nel comportamento, nella percezione e nella memoria, anchessi temporanei.

Isteria: grave nevrosi caratterizzata da alterazioni dello stato di coscienza (vedi dissociazione) e da sintomi di tipo sensoriale e motorio. La persona perde contatto con la realtà e reagisce con grande drammaticità ed esasperazione a situazioni apparentemente innocue, lasciandosi per esempio cadere sul pavimento; sono presenti sintomi quali dolori fisici intensi, cecità temporanea, paralisi agli arti, difficoltà di linguaggio, amnesia.

Lapsus: Il lapsus, o “atto mancato”, è un errore involontario e apparentemente insignificante del comportamento e, soprattutto, del linguaggio dovuto all’improvviso interferire dell’inconscio con la superficie cosciente della psiche.

Lapsus: errore apparentemente casuale; che consiste, per esempio nel pronunciare o scrivere una parola al posto di un’altra, una frase al posto di un’altra, ecc… Secondo S. Freud il lapsus esprime un contenuto inconscio che interferisce nella coscienza.

Libere associazioni: tecnica inventata da Freud ed utilizzata in psicoanalisi che  consiste nel chiedere al paziente di riferire senza omissioni tutto ciò che gli viene in mente riguardo a sogni, fantasie e ricordi.

Libido (psicoanalisi): il termine in latino significa “desiderio”. Per Freud indica linsieme degli impulsi che derivano dalla sessualità; condiziona l’esistenza in ogni momento della vita e si localizza in varie parti del corpo a seconda delle fasi dello sviluppo. Il cambiamento delle zone corporee determina lo sviluppo dalla sessualità infantile alla sessualità adulta incentrata sulla genitalità. Le fasi attraverso cui avviene lo sviluppo sono le seguenti: fase orale, fase sadico-anale, fase fallica (in cui il piacere è cercato nel proprio corpo, senza rapporto con altri individui e senza che sia avvertita la distinzione tra sesso maschile e sesso femminile) e infine fase genitale, in cui la libido si dirige verso individui del sesso opposto.

Narcisismo: in senso “comune” può essere considerato come innamoramento verso se stessi e la propria immagine; in psicologia, disturbo di personalità caratterizzato da senso di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di essere ammirati e mancanza di empatia verso gli altri.

Nevrosi: gruppo di disturbi emotivi causati inizialmente da stimoli che producono un conflitto nella persona, in una situazione in cui allo stesso tempo desidera e teme di compiere una certa azione.

Ossessione: pensiero, impulso, o immagine vissuta come invasiva e ripetitiva, che si presenta con notevole frequenza alla mente; appare irrazionale e incontrollabile allindividuo che lo subisce.

Paranoia: in psichiatria descrive un disturbo in cui la persona sviluppa la convinzionie di essere minacciato e perseguitato da persone, animali, cose, pur non essendolo realmente.

Piromania: patologia caratterizzata dalla presenza di episodi multipli di appiccamento deliberato e intenzionale di incendi. I soggetti affetti da questo disturbo provano tensione o eccitamento emotivo prima di appiccare lincendio.

Psicosi: grave disturbo psicologico che comporta una perdita di contatto con la realtà e una disgregazione della personalità.

Psicosomatica: branca della medicina che studia il rapporto tra mente e corpo, ossia il modo in cui affetti ed emozioni producono disturbi e malattie sul piano fisico.

Pulsione: spinta o carica energetica che nasce da uno stato di tensione interno alla mente che mira a ristabilire lequilibrio. La pulsione viene soddisfatta in modi diversi, soprattutto appresi con l’esperienza.

QI: (quoziente di intelligenza) valore che corrisponde al rapporto tra età mentale / età cronologica x 100. Tra i valori 85 e 115, lintelligenza è considerata “normale”. Al di sotto di 85, si considera un deficit intellettivo, nello stesso modo in cui, al di sopra di 115, si stima che il soggetto abbia un’intelligenza superiore.

Regressione: (psicoanalisi) processo di scivolamento a livelli più immaturi di funzionamento o ricerca di gratificazioni tipiche delle fasi precedenti di sviluppo.

Rimozione: Meccanismo di difesa dell’Io per il quale ricordi spiacevoli o ansiogeni vengono relegati nell’inconscio.

Sentimento: talvolta chiamato affetto, è il prodotto del sentire; esprime una risonanza affettiva con cui la persona vive i propri stati interiori e gli elementi del mondo esterno.

Super-Io: parte della mente inconscia che giudica, censura e vieta; insieme dei divieti morali, familiari, sociali e culturali assimilati. Nella teoria della mente di S. Freud si trova insieme all’Es e all’Io.

Schizofrenia: disturbo psicologico caratterizzato da comportamenti e affetti alterati, allucinazioni, idee fisse a contenuto bizzarro (la persona può credere nella presenza di forze estranee che influenzano pensieri e comportamenti), disordini di pensiero (incoerenza, assenza di logica, incapacità di concentrarsi), disturbi motori (assunzione di posizioni bizzarre, periodi di eccitamento, mutismo, smorfie, risa senza fondamento). La schizofrenia è caratterizzata da episodi di psicosi, durante i quali la persona perde il senso della realtà.

Tendenza attualizzante (approccio centrato sulla persona): tendenza allo sviluppo presente in ogni essere vivente, che tende alla differenziazione, integrazione, espansione, arricchimento di tutto ciò che è presente potenzialmente nell’organismo; permette all’individuo di sviluppare il suo naturale potenziale di autorealizzazione, diventando una persona sempre più funzionante.

Transfert: rapporto che si instaura nel corso del trattamento psicoanalitico tra paziente e analista; consiste nel fatto che vengono attribuiti all’analista emozioni, desideri, sentimenti, significati affini a quelli che il soggetto ebbe per le figure dei genitori. Questa energia resta poi a disposizione del paziente e può avviare il processo di guarigione.

Umore: disposizione affettiva generale, tono affettivo di base; indica uno stato più durevole delle emozioni. Lo stato dell’umore in un certo momento è il tono affettivo, mentre l’umore fondamentale è considerato come la caratteristica relativamente costante dellindole di una persona.

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