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Psicoterapia o farmaci? Nuove tendenze. Freud fuori moda?

“Psicoterapia o farmaci? Nuove tendenze. Freud fuori moda?”  Sempre più dilaga una tendenza dal nuovo al vecchio continente: per risparmiare tempo, soldi… e molto altro, le pillole stanno sostituendo la psicoterapia. Recenti studi, hanno rilevato come in America sia più diffusa la tendenza a ricorrere, nell’ambito delle cure medico- psicologiche, ai farmaci piuttosto che alla psicoterapia, le cui percentuali sono notevolmente ridotte dal 44,4% nel 1996- 1997 al 28,9% nel 2004-2005. Un fattore di rilevante influenza che si riscontra nel contesto americano riguarda le assicurazioni sanitarie che, oggi più che in passato rimborsano prevalentemente gli psicofarmaci rispetto alle psicoterapie. Un’inversione di tendenza si riscontra a New York, dove risulta più in voga risolvere i traumi infantili con la terapia della parola, più che con una pillola. Una moda riservata a pochi eletti, ormai. Un bene di lusso, anche se “scomodo” da un punto di vista psico- emotivo.  Un altro fattore, oltre a quello economico sembra essere legato alla mentalità diffusa di considerare il farmaco come un rimedio risolutivo, di facile accesso e di rapida efficacia. In Italia sembra esserci una lieve tendenza all’omologazione americana nella scelta tra psicoterapia e farmaco, pur essendo presente una certa distanza socio- culturale.  Infatti si riscontra una pericolosa tendenza all’associazione meccanica tra disturbo e farmaco che si traduce in una scorciatoia meno impegnativa, più rapida e meno costosa emotivamente oltre che economicamente. La psicoterapia, per contro, si configura come un percorso che coinvolge anima e cuore mescolati al desiderio di mettersi in discussione con umiltà, intelligenza e fiducia. Le emozioni non sono ridotte a mere reazioni neurochimiche svuotate di significato, ma ascoltate, comprese, elaborate in una relazione “sana”: la relazione che cura, per facilitare una maggior consapevolezza nella persona che sceglie il percorso impervio della psicoterapia. Psicoterapia e farmaci, oggi non vengono più ritenute strade inconciliabili e contraddittorie perché in grado di supportarsi  e completarsi a vicenda, soprattutto in alcuni disturbi.  A favore del farmaco tuttavia, gioca un forte sostegno delle industrie farmaceutiche supportate da una corposa letteratura scientifica. È anche vero che nel campo della psicoterapia c’è bisogno di incrementare la ricerca, per tenere duro e non cedere alle tentazioni di sostituirla con strade di più facile accesso. Ma in realtà, si combatte ogni giorno con il mutuo da pagare, le bollette che aumentano e la spesa  da fare e pochi possono permettersi il lusso di star bene “dentro”. Bisogna riscontrare che effettivamente c’è una carenza di offerta pubblica, nonostante la corposa presenza di psicoterapeuti competenti “non convenzionati”. Ma in futuro, cosa ci aspetta? Cureremo davvero ogni disturbo con le pillole, alimentando una solitudine che spesso dilaga silenziosa nelle nostre case, oppure c’è qualche speranza per le relazioni e in particolare le relazioni “sane”?

Valeria Papa

Pubblicato sul sito: www.azionecattolica.it “Il fatto del giorno” del  03-10-2008

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